Pagina dedicata al percorso più significativo dell’Isola d’Elba.

Gli escursionisti che intendono percorrere la GTE possono accedere ad una serie di informazioni utili per affrontare la traversata dell’isola d’Elba.

E’ possibile visualizzare tutti i way-points più significativi con indicazione dei relativi siti web: fermate del bus e relativi orari, fonti d’acqua, informazioni generiche, orari traghetti, ecc.

Ricordiamo che alla pagina www.caielba.it/strutture-amiche/ si trova una lista sempre aggiornata di strutture ricettive di soci CAI presso le quali reperire informazioni preziose da chi conosce il territorio.

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IN DETTAGLIO

La Grande Traversata Elbana o GTE rappresenta l’itinerario più significativo della rete escursionistica dell’Isola d’Elba. Si tratta di una dorsale che collega la maggior parte dei sentieri elbani, permettendo di osservare l’incredibile varietà geologica, vegetazionale e morfologica dell’isola. Il tracciato può essere facilmente percorso a tappe, in quanto si collega per tutta la sua estensione con rapide vie di raccordo con i centri abitati, nei quali si può pernottare o usufruire di mezzi pubblici per ritornare al luogo di soggiorno.

La GTE  parte dal centro abitato di  Cavo e, seguendo il crinale, si dirige ad Ovest, a monte del paese di Porto Azzurro; prosegue nell’entroterra fino ad inerpicarsi sul Monte Perone. Successivamente, giunge nei pressi del Monte Capanne, ove si biforca in due rami. Di questi: uno si dirige a sud e raggiunge il paese di Pomonte seguendo il crinale che divide la valle omonima da Vallebuia, l’altro invece abbraccia il Monte Capanne tagliando in costa il versante settentrionale  e termina sulla strada provinciale, in Loc. Patresi Mortaio.

Il primo tratto in comune della GTE, cioè dal Cavo alla biforcazione, nei pressi del Passo delle Filicaie, ha una lunghezza di circa 42 km  e un tempo di percorrenza di circa 15 ore. In alcuni tratti i dislivelli sono impegnativi, perciò, per non rendere le giornate di cammino eccessivamente lunghe e faticose, la cosa migliore sarebbe dividere l’escursione in 4 parti, con deviazioni verso Porto Azzurro, Procchio e Poggio, dove trascorrere la notte (lungo l’itinerario è vietato il campeggio).

Nei pressi della partenza, dal centro abitato di Cavo (Frazione del comune di Rio) si incontra subito una deviazione per visitare il Mausoleo Tonietti. La via sale poi fino a Monte Grosso (344 mslm), ove era posizionata una postazione di osservazione militare, dalla quale si gode di un panorama strepitoso. Successivamente si scende fino a lambire la strada provinciale n. 33 della Parata, fiancheggiando il fosso del Vignolo in un piacevole saliscendi ombreggiato, si attraversa la Valle delle Fiche e si giunge poi in località Aia di Cacio dove il sentiero incrocia la strada che conduce a Nisporto e Nisportino. In pochi minuti si può anche raggiungere, seguendo il sentiero 203, l’Orto dei Semplici presso l’eremo di Santa Caterina. Attraversata la strada si riprende il sentiero: un ripido tratto pietroso conduce, in sequenza, a La Croce (396 m), proprio sopra l’abitato di Rio nell’Elba, e infine al Monte Capannello (407 m), un altro bel punto di osservazione dal quale si possono ammirare contemporaneamente i due versanti (orientale e occidentale) dell’isola. Pochi metri più in basso il tracciato si infila in una pineta e quasi subito incrocia la strada provinciale n. 32 del Volterraio, il cui castello domina maestoso il Golfo di Portoferraio. Questo secondo tratto, dalla località Aia di Cacio alla località Le Panche, necessita di 1 ora e 20 minuti di cammino. La via sale poi fino a raggiungere Cima del Monte (502 mslm) e, proseguendo in discesa ancora verso Sud, dopo poco si incrociano  rispettivamente i bivi con i sentieri n. 220 e con il sentiero n. 205 (per escursionisti esperti) che conduce al Santuario della Madonna di Monserrato. Proseguendo sulla GTE, dopo circa 2 ore e 30 minuti di cammino dall’Aia di Cacio si arriva al bivio con il sentiero n. 210 che, scivolando tra le vigne, in circa 30 minuti consente di raggiungere Porto Azzurro.

La seconda tappa della GTE risulta più ampia e scorrevole. Salendo a Monte Orello (376 mslm) e abbandonato la Grande Traversata Elbana per pochi centinaia di metri, si può programmare una breve sosta con vista panoramica sul Golfo Stella e su Capoliveri. Risulta però necessario tornare sui propri passi, per poi imboccare una vecchia strada militare che, oltrepassato il passo di Colle Reciso e il Poggio del Molino a Vento (qui si può fare una deviazione a sinistra per visitare i resti di un antico mulino), prosegue alla medesima quota fino ad imboccare la discesa che con una serie di curve incrocia la strada provinciale n. 25, a poche centinaia di metri da Procchio. I tempi medi di percorrenza di questa seconda tappa sono i seguenti: bivio sentiero n. 210 – incrocio strada provinciale n. 26, 1 ora di cammino; incrocio strada provinciale n. 26 –  Picchiaie, 30 minuti di cammino; Picchiaie – Colle Reciso, 30 minuti di cammino; Colle Reciso – Poggio del Molino a Vento, 45 minuti di cammino; Poggio del Molino a Vento – quadrivio con sentieri n. 248 e n. 214, 45 minuti di cammino; quadrivio con  sentieri n. 248 e n. 214 – incrocio con strada provinciale n. 25, 2 ore e 20 minuti di cammino.

La terza tappa della GTE conduce da Procchio a Poggio. Abbandonata la strada asfaltata, il sentiero si inerpica sul Monte Castello (226 mslm) dove sarebbe interessante fare una breve esplorazione nei dintorni per scoprire, nascosti dalla macchia mediterranea, le rovine di una grande fortezza etrusca, costruita qui per controllare dall’alto il Golfo di Marina di Campo, nonché un avamposto militare usato nella seconda guerra mondiale come punto di osservazione. La via prosegue successivamente come un tunnel in mezzo alla vegetazione, fino ad incrociare il bivio con il sentiero n. 180 e il bivio con il sentiero 121 per Sant’Ilario. Inizia adesso la ripida ascesa che ci conduce in 50 minuti al Monte Perone. Da qui la GTE percorre (fino alla biforcazione) un’importante area di riproduzione delle farfalle, rinominata “Santuario delle farfalle“ (in memoria di Ornella Casnati) fino alla Località denominata “Malpasso” o “biforcazione GTE”, appena sotto la quota altimetrica del Passo delle Filicaie.

In questo punto il percorso svolta a sinistra in direzione sud-ovest seguendo il crinale che divide l’ampia valle di Pomonte da quella di Vallebuia e la valle di Seccheto. Passando da 839 mslm a 0 mslm si incontreranno il Colle della Grottaccia (645 m), Le Mure (629 m), Monte Cenno (589 m) e Monte Orlano (549 m) per poi scendere rapidamente verso Pomonte. Il tracciato è altamente suggestivo: attraversa muretti a secco, caprili, radure e vigneti che un tempo tappezzavano tutta la valle. Sono necessarie circa 3 ore di cammino.

Se invece desiderate percorrere l’altro ramo, giunti alla “biforcazione GTE”, si svolta a destra e si prosegue in quota sotto il massiccio del Capanne fino al bivio con il sentiero 110. Qui si prosegue in salita a sinistra fino in località la Tavola a circa 900 mslm; da questo momento inizia una dolce discesa, che compie una curiosa evoluzione verso Nord fino alla Serraventosa, poi giù a destinazione in loc. Patresi Comune di Marciana. Per percorrere questo ramo sono necessarie circa 4 ore e 30 minuti.

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