Pagina dedicata alla variante da ovest a est del percorso più significativo dell’Isola d’Elba.
La GTE può essere percorsa in entrambe le direzioni. Questa pagina descrive il tracciato affrontandolo da ovest a est, ovvero da Patresi (o Pomonte) verso Cavo: una scelta che offre vantaggi concreti rispetto alla direzione classica, e che consigliamo in particolare nella bella stagione.
Come raggiungere il punto di partenza
Per raggiungere i punti di partenza occidentali è necessario imbarcarsi su un traghetto diretto a Portoferraio, il principale porto dell’isola, e da lì prendere un autobus di linea Autolinee Toscane fino a Patresi (linea 115) o Pomonte (linea 116). Gli orari sono consultabili su at-bus.it. Si raccomanda di verificare in anticipo le coincidenze tra l’orario di arrivo del traghetto e le corse bus, poiché le frequenze — specialmente fuori stagione — possono essere limitate.
Perché partire da Ovest?
Chi percorre la GTE da est a ovest affronta la tappa più impegnativa — quella che risale il massiccio del Capanne — come tappa conclusiva, quando le gambe hanno già accumulato decine di chilometri. Non è raro che escursionisti altrimenti ben allenati incontrino serie difficoltà in quest’ultima fase.
Affrontare la GTE da ovest a est ribalta completamente questa logica: la tappa più faticosa si affronta il primo giorno, con le gambe fresche, quando motivazione ed energie sono al massimo. Il percorso risulta così più accessibile, meglio gestibile e più godibile in ogni sua parte.
C’è un secondo vantaggio pratico: in tarda primavera e inizio estate, chi parte da Patresi percorre le prime ore di cammino all’ombra dei boschi del versante nord-occidentale del Capanne. Chi invece parte da Cavo si trova sin da subito in piena esposizione solare, con tutto ciò che questo comporta in termini di fatica e consumo idrico.

.DA SAPERE PRIMA DI AFFRONTARE LA GTE

Per percorrere la GTE avrete bisogno di una mappa. Consigliamo di scaricare sullo smartphone l’app gratuita Avenza Maps e di qui le mappe, sempre gratuite, del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, grazie alle quali si ha sempre la geolocalizzazione in tempo reale (anche in assenza di segnale). Per scaricarla clicca sulle immagini qua sotto.
Lungo la GTE non ci sono strutture ricettive, per le quali è necessario scendere verso i centri abitati.
Le tappe classiche dove pernottare sono, oltre alla partenza e all’arrivo (Cavo e Patresi o Pomonte), Porto Azzurro, Procchio, Poggio; alternative possibili sono, ad esempio, Santo Stefano / Magazzini; Marina di Campo o Lacona; San Piero, Sant’Ilario, Marciana, Marciana Marina.
Consulta l’elenco delle strutture amiche del CAI
La maggior parte delle strutture, dei ristoranti e dei negozi dell’Elba è aperta almeno da Pasqua all’autunno: è sempre bene comunque telefonare per conferma, ed è indispensabile prenotare in anticipo i pernottamenti.
A Cavo arrivano alcuni traghetti da Piombino e il mezzo veloce (aliscafo) proveniente da Piombino o da Portoferraio.
Gli autobus di linea, più frequenti d’estate, hanno fermate in tutti i paesi – compresi Cavo, Patresi e Pomonte – e anche in due punti lungo la GTE, all’incrocio con le strade provinciali: le linee 117 e 118 in località Campo ai Peri / Casa Marchetti, lungo la SP 26 fra Portoferraio e Porto Azzurro (42.77914, 10.34712); la linea 116 in località Colle di Procchio, lungo la SP 25 fra Procchio e Marina di Campo (42.77846, 10.24647). Il capolinea è a Portoferraio in Calata Italia / viale Elba, nei pressi del porto dei traghetti.
Orario autobus Autolinee Toscane
Consulta l’orario degli autobus
(Servizi ExtraUrbani LI -> linee 116 – 117 – 118)
IL PERCORSO IN DETTAGLIO (da Ovest a Est)
Il percorso si articola in tre tappe, con pernottamento nei centri abitati di Poggio/Procchio, Porto Azzurro e Cavo.
PRIMA TAPPA – Patresi / Pomonte → Poggio
La più impegnativa: da affrontare con le gambe fresche
Variante Nord (da Patresi): Si parte da Patresi, nel comune di Marciana, a circa 120 m s.l.m. Il sentiero sale verso Serra Ventosa (circa 600 m s.l.m.) attraversando boschi che nelle prime ore del mattino di tarda primavera garantiscono ombra quasi continua. Si prosegue toccando i resti di antiche strutture militari e caprili elbani, fino alla “Tavola” (928 m s.l.m.), dalla quale la vista spazia sulla costa toscana, sulla Corsica e sulle isole dell’Arcipelago.
Variante Sud (da Pomonte): Si risale il crinale che divide la valle di Pomonte da Vallebuia, toccando Monte Orlano, Monte Cenno, Le Mure e il Colle della Grottaccia, fino alla biforcazione GTE presso il Passo delle Filicaie (loc. Malpasso), attraverso muretti a secco, caprili e resti di vigneti storici.
Tratto comune: Dalla biforcazione il percorso scende e prosegue verso Poggio attraverso i boschi del versante nord del Capanne, raggiungendo il paese tramite il sentiero 101 (Romitorio di San Cerbone) oppure il sentiero 105.
Tempi indicativi: circa 8-9 ore (variante nord) / 7-8 ore (variante sud).
—
SECONDA TAPPA – Poggio → Casa Marchetti
Il cuore dell’isola: storia, panorami e la strada di Napoleone
Da Poggio si risale sulla GTE tramite il sentiero 101 (Romitorio di San Cerbone) oppure il sentiero 105, raggiungendo il Santuario delle Farfalle — area di pregio naturalistico istituita dopo la scoperta della rarissima Zerynthia cassandra — dal quale si comincia a scendere verso Procchio.
La discesa segue in parte la mulattiera che Napoleone Bonaparte percorse nel 1814 per raggiungere il Santuario della Madonna del Monte, dalla cui altura organizzò la fuga dall’esilio.
Nei pressi di Procchio, sul Monte Castello (228 m s.l.m.), si trovano i resti di un insediamento etrusco abitato dal IV secolo a.C. fino al 250 d.C. Il percorso risale poi verso Colle Reciso, da cui si vedono il golfo di Portoferraio a nord e l’isola di Montecristo a sud, per poi raggiungere l’incrocio con la SP 26 in località Casa Marchetti (fermata bus linee 117/118).
Tempi indicativi: circa 7-8 ore totali.
—
TERZA TAPPA – Casa Marchetti → Cavo
Il gran finale: l’Elba orientale fino al mare
Da Porto Azzurro il sentiero risale verso Cima del Monte (502 m s.l.m.), dalla quale si ha visuale su tutta la sezione orientale dell’isola e sulle isole dell’Arcipelago Toscano. Si scende all’Aia di Cacio, da cui una breve deviazione porta all’Orto dei Semplici presso l’eremo di Santa Caterina. Il cammino prosegue in un tratto ombreggiato lungo il fosso del Vignolo, sale a La Croce (396 m) e raggiunge il Monte Capannello (407 m), da cui si vedono simultaneamente il versante orientale e quello occidentale dell’isola.
La discesa finale passa per il Monte Grosso (344 m s.l.m.) con i suoi resti di postazione militare, con la possibilità di una deviazione al Mausoleo Tonietti, prima di concludere la traversata nella frazione di Cavo, da cui partono traghetti e aliscafo per Piombino e Portoferraio.
Tempi indicativi: circa 7-8 ore totali.
—
IN SINTESI: I VANTAGGI DELLA DIREZIONE OVEST → EST
- Tappa più impegnativa il primo giorno, con le gambe riposate.
- Prime ore di cammino all’ombra (da Patresi), fondamentale in tarda primavera e inizio estate.
- Conclusione al mare, a Cavo, con comodi collegamenti via traghetto verso il continente.
- Dislivelli decrescenti: dalla tappa più tecnica alla più scorrevole, con una progressione fisica favorevole lungo tutto il percorso.








